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Disfonia: quando la voce cambia e chiede attenzione

  • Gisella Floris
  • 23 gen
  • Tempo di lettura: 4 min

a voce è molto più di un semplice suono: è il nostro principale strumento di relazione, un riflesso della nostra personalità e uno specchio del nostro stato emotivo. Quando parlare diventa faticoso o la qualità del suono cambia, potremmo non essere di fronte a un semplice fastidio, ma a un segnale che il nostro apparato fonatorio ci sta inviando. Questa problematica prende il nome di disfonia.


Che cos'è la disfonia?

La disfonia è un’alterazione della voce che ne modifica il timbro, l’intensità o l’altezza. Può manifestarsi come una persistente raucedine, un senso di affaticamento dopo pochi minuti di conversazione o, nei casi più severi, come una perdita totale del suono (afonia).

Le cause della manifestazione di una disfonia si dividono solitamente in due grandi categorie:

  • disfonie organiche: legate a modifiche fisiche delle corde vocali o della laringe (come noduli, polipi, infiammazioni o esiti di interventi chirurgici)

  • disfonie funzionali: derivano da un uso scorretto o eccessivo della voce. Spesso non c'è una lesione visibile all'inizio, ma un "cattivo sforzo" muscolare che, se trascurato, può portare a danni strutturali nel tempo.


I segnali da non sottovalutare

Spesso tendiamo a ignorare un abbassamento di voce, pensando che passerà da solo. È importante invece prestare attenzione se si avvertono:

  • necessità costante di schiarirsi la gola;

  • sensazione di "nodo" in gola o di corpo estraneo;

  • fiato corto durante la parlata;

  • variazioni del tono che rendono la voce troppo acuta o troppo profonda rispetto al solito;

  • perdite di voce improvvise.


Chi è più a rischio?

Sebbene la disfonia possa colpire chiunque, i "professionisti della voce" sono i soggetti più esposti. Insegnanti, educatori, operatori di call center, avvocati e cantanti mettono quotidianamente sotto stress le proprie corde vocali. Anche fattori ambientali come lo smog, il fumo, il reflusso gastroesofageo o periodi di forte stress emotivo possono agire come catalizzatori del disturbo.


Il percorso di cura: dal sintomo alla consapevolezza

Risolvere una disfonia non significa solo "far tornare la voce", ma imparare a usarla in modo nuovo e sostenibile. Il primo passo che si può fare è imparare alcune buone abitudini di igiene vocale.


L’igiene nasale: il primo passo per una voce sana

Mantenere le cavità nasali pulite non serve solo a respirare meglio, ma protegge direttamente la laringe da agenti infettivi e polveri. Il nostro naso funziona come un filtro, per questo è importante curarne l’igiene al fine di mantenerlo il più libero possibile. Ecco alcuni esempi:

  • soffiare il naso: è importante soffiare il naso una narice alla volta

  • i lavaggi nasali: sono una vera e propria "doccia interna" e apportano diversi benefici come la rimozione di allergeni e patogeni, l’umidificazione della mucosa e prevenzione delle comuni affezioni respiratorie che poi si riflettono sulla voce. Possiamo farli:

    - quotidianamente: con una soluzione isotonica (fisiologica, acqua di mare o termale) per idratare.

    - in caso di infiammazione: usando una soluzione ipertonica per decongestionare le cavità nasali.


Consigli di igiene respiratoria

Per capire perché l'idratazione sia così importante, dobbiamo immaginare le corde vocali come degli strumenti di precisione: per produrre un suono limpido e senza sforzo, devono essere ricoperte da un sottile strato di muco fluido che funge da lubrificante. Quando le mucose si seccano, le corde vocali si muovono con più difficoltà e con dei movimenti più rigidi, costringendoci a forzare i muscoli del collo e della laringe.

L’aria secca, causata dal riscaldamento eccessivo, dai condizionatori o dal clima invernale, è la principale nemica di questa fluidità. Ecco le strategie fondamentali per contrastarla e mantenere le corde vocali nelle condizioni ottimali di vibrazione:

  1. protezione dal freddo: la sciarpa è utile, ma non serve a nulla se avvolge solo il collo. Per proteggere davvero le vie respiratorie, deve coprire naso e bocca, filtrando e scaldando l'aria che inaliamo.

  2. Idratazione profonda:

    • interna: bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno.

    • locale: in caso di secchezza, applicando una garza imbevuta d'acqua sotto le narici, inspirando ed espirando lentamente dal naso per 10 minuti.

  3. Umidificazione e "caldo respiro":

    • mantieni gli ambienti umidificati aprendo le finestre o usando strumenti appositi;

    • pratica i fumenti per circa 5 minuti: usa acqua bollente con camomilla, timo o rosmarino per un effetto lenitivo. In caso di infiammazione, un cucchiaio di bicarbonato aiuta a disinfettare. 


Il ruolo del logopedista

Prendersi cura della propria voce significa prendersi cura della propria capacità di comunicare chi siamo. Se la voce cambia, si affatica facilmente o interferisce con la comunicazione e la qualità della vita, ricorda che un intervento logopedico tempestivo può non solo risolvere il problema, ma prevenire complicazioni future, permettendo di recuperare una voce brillante e mantenerla nel tempo.


Il logopedista ci supporterà nell’effettuare un  corretto rapporto pneumo- fonico ossia il coordinamento tra respirazione e produzione della voce. Tale rapporto consentirà alle corde vocali di vibrare in modo armonico, prevenendo sovraccarichi, infiammazioni e peggioramenti della disfonia.


Il logopedista aiuterà la persona a riconoscere e modificare schemi respiratori e vocali disfunzionali, favorendo appunto una respirazione  più efficiente e corretta, di tipo diaframmatico. Favorendo una migliore qualità della voce e tutelando anche la salute  dell’apparato fonatorio nel tempo.

 
 
 

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